“Trovo ripugnante quella richiesta di arresto dal basso”

Intervista a Daniele Sensi sulla Lega presa da Valigia Blu. Qui sotto doamnda e risposta sulla questione che ponevamo qui.

Sei d’accordo con la richiesta d’arresto lanciata in rete per le sue parole sul killer di Oslo?

Trovo ripugnante quella richiesta di arresto “dal basso”; tuttavia, poiché la considero un’operazione di marketing messa in piedi da una rivista in cerca di facile pubblicità, considerato il tema – ovvero una strage di esseri umani-, non ho intenzione di spendere parole sull’argomento.

Mettere in carcere i nazisti dell’Illinois?

D’accordo, il titolo di questo evento su Facebook è uno specchietto per gli incazzati contro le idiozie di Borghezio a commento del memoriale dello stragista Breivnik. Nel testo che hanno già sottoscritto più di 10mila persone non si chiede di “arrestare Mario Borghezio” ma di chiederne le dimissioni al Parlamento europeo (già, ricordiamoci sempre che incredibile a dirsi è stato eletto).

I finiani del Futurista fanno il loro a cavalcare la rabbia verso un pessimo rappresentante dell’Italia. Detto questo, quel che c’è da chiedersi è se vogliamo che da noi si vada in galera perché si dicono delle idiozie pericolose. Vogliamo che le opinioni, le idee siano un reato?

Ovviamente, la libertà d’espressione non vale ovunque allo stesso modo. E’ dura da riconoscere, ma è così. I famosi nazisti dell’Illinois di belushiana memoria girano tranquillamente e legalmente negli Usa, fanno le loro manifestazioni pubbliche, senza che questo provochi movimenti popolari. Da noi, in Europa, che altra storia abbiamo alle spalle, le cose stanno diversamente per ogni stato.

Come detto ieri, le idee pericolose vanno combattute e battute in molti modi. La politica deve fare il suo, i maestri di scuola il loro e chi scrive sui giornali anche. Non vorrei mai che fosse la Polizia a far tacere il Borghezio di turno.

PS Vedo che anche Repubblica ne parla ma non sottolinea la distanza tra titolo e testo. Confermando che lo specchietto funziona.

Borghezio, Feltri e l’estremismo da battere

Continuo a pensare che l’alternativa tra follia e ideologia per giungere a comprendere la strage in Norvegia sia monca. Continuo a pensare che le ripetute stronzate di Borghezio debbano essere in gara per un Parlamento e possibilmente battute dalle persone che le riconoscono per quel che valgono piuttosto che censurate preventivamente. Le oscenità di Feltri devono far perdere lettori al Giornale non il tesserino dell’Ordine dei giornalisti a lui. Continuo a credere che debba essere il confronto e lo scontro tra le idee a mostrare quali hanno un futuro e quali solo un tragico passato.

Insomma, mi pare che quanto scrive Ross Douthat sul New York Times sia saggio e vada meditato.

For decades, Europe’s governing classes insisted that only racists worried about immigration, only bigots doubted the success of multiculturalism and only fascists cared about national identity. Now that a true far-right radical has perpetrated a terrible atrocity, it will be easy to return to those comforting illusions.

But extremists only grow stronger when a political system pretends that problems don’t exist. Conservatives on both sides of the Atlantic have an obligation to acknowledge that Anders Behring Breivik is a distinctively right-wing kind of monster. But they also have an obligation to the realities that this monster’s terrible atrocity threatens to obscure.