Appello dicembre

Il 16 dicembre, ore 10, si svolgerà l’esame (appello per laureandi) con il programma 2008/9 (corso tenuto dal prof. Bosetti). Da gennaio, si potrà portare il programma del corso 2009/10 (prof. Lanni).

L’appuntamento è al terzo piano, poi si cercherà l’aula disponibile.

Elenco testi dispense

Le dispense (da aggiungere al resto del programma) per il corso di Giornalismo politico di quest’anno sono disponibili al Centro copie Mirafiori della facoltà di Lettere (dietro l’aula a vetri).

Contengono:

Giorgio Grossi, L’opinione pubblica, Laterza, 2004 – capitoli 1 e 2 (pagg. 3/44)

Chris Anderson, La coda lunga, Codice, 2007 – introduzione e capitolo 1 (pagg. XV/15)

James Fishkin, «Una nazione in una stanza» http://caffeeuropa.it/pensareeuropa/310fishkin.html

David Talbot, «How Obama Really Did It» in The best technology writing 2009, ed. Steven Johnson (pagg. 44/55)

Il giornalismo e i cinque lupi

Todd Gitlin scrive un bell’articolone a proposito della crisi del giornalismo americano. E sintetizza le questioni che affliggono la stampa Usa ma non solo. Mette insieme vari fattori, dal crack economico e la perdita di pubblicità alle differenze cognitive imposte dalla network society.

Four wolves have arrived at the door of American journalism simultaneously while a fifth has already been lurking for some time. One is the precipitous decline in the circulation of newspapers. The second is the decline in advertising revenue, which, combined with the first, has badly damaged the profitability of newspapers. The third, contributing to the first, is the diffusion of attention. The fourth is the more elusive crisis of authority. The fifth, a perennial – so much so as to be perhaps a condition more than a crisis – is journalism’s inability or unwillingness to penetrate the veil of obfuscation behind which power conducts its risky business.

La conclusione non è male.

Leaving journalism to the myopic, inept, greedy, unlucky, and floundering managers of the nation’s newspapers to rescue journalism on their own would be like leaving it to the investment wizards at the American International Group (AIG), Citibank, and Goldman Sachs, to create a workable, just global credit system on the strength of their good will, their hard-earned knowledge, and their fidelity to the public good.

L’articolo per intero è qui.

Esami giugno-luglio

Gli appelli previsti sono:

10 giugno
23 giugno
2 luglio
Tutti alle 10, tutti in Aula a vetri

Per l’iscrizione, non essendo disponibile quella on line, sarà affisso un foglio al terzo piano, presso il dipartimento.

Il programma definitivo – con l’esclusione del libro di Manuel Castells non ancora disponibile – è qui

Dialogo tra pesi massimi

Paul Starr (vicedirettore di American Prospect) e Steven Berlin Johnson (autore di Tutto quello che fa male ti fa bene, Mondadori) discutono su Prospect se Are we on track for a golden age of serious journalism?.
L’impressione, come spesso accade, è che il dialogo sia tra apocalittici e integrati, scettici e ottimisti, tra sordi, insomma. Però è una bella lettura.

Mario Calabresi parla di giornali e giornalismo

I nuovi direttori (Ferruccio De Bortoli, Gianni Riotta e Mario Calabresi) arrivati di recente al Corriere della sera, al Sole 24 ore e alla Stampa, hanno scelto di mettere in piazza il loro discorso alla redazione il primo giorno al giornale. Tutti e tre hanno pubblicato i loro video per far conoscere fuori dalle mura della redazione la loro idea di giornalismo e il modo in cui, in periodo di crisi nera per la stampa tradizionale, intendono muoversi.

Il migliore dei tre è quello di Mario Calabresi. Meno paludato e più autentico dichiara degli intenti, che condivisibili o meno, sono un programma. E’ diviso in tre parti su YouTube (parte uno, parte due e parte tre). In particolare la terza è un’ottima lezione di giornalismo, un concentrato della filosofia che ha mosso il suo ex direttore Ezio Mauro a fare della Repubblica quello che è adesso.