Quei pochi che (non) hanno fatto l’Italia

«Io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone». La rivendicazione che lo “splendido quarantenne” Nanni Moretti rivolge in Caro diario a un giovanissimo e perplesso Giulio Base al volante di una Mercedes cabrio sarebbe stata una chiusa finale azzeccata per lo stimolante viaggio che il politologo Massimiliano Panarari e lo storico Franco Motta compiono attraverso la storia delle minoranze che (non) hanno fatto l’Italia. Moretti ne fa da trent’anni una cifra, un tratto distintivo e d’orgoglio: sono diverso, sono in minoranza e mi sta bene così, in fondo. Nei secoli, raccontano Panarari e Motta, in molti in Italia sono stati marginali senza volerlo e senza poter partecipare alla costruzione dell’identità nazionale.

Su Reset ho scritto del libro Elogio delle minoranze di Massimiliano Panarari e Franco Motta.

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