Corso di Giornalismo politico 2012 (Giornalismo d’agenzia)

UPDATE: il programma per il corso 2012 definitivo è questo.

Il corso di Giornalismo politico 2012 inizierà nei primi giorni di marzo (UPDATE: 9 marzo, h. 9, aula a vetri).
Il programma definitivo (libri e dispense) sarà comunicato a breve.

TITOLO
La rivoluzione Twitter (sarà vera gloria?)

OGGETTO DEL CORSO
Il giornalista e l’uso di Twitter: l’obiettivo del corso è l’introduzione al giornalismo nell’epoca del web 2.0. Effetti e prospettive con particolare riferimento all’impatto dei socialnetwork sul newsmaking, sulla comunicazione politica e sul consumo delle informazioni.
Cos’è e come si usa Twitter? In quale modo può servire a un giornalista? Come cambia il modo di fare informazione se i filtri professionali vengono meno? Come cambia il racconto della politica se viene realizzato dagli stessi protagonisti? E’ merito di Twitter se alcuni regimi sono caduti? Il corso intende rispondere a queste domande o almeno provare a.

UPDATE: Per motivi a me ignoti, formalmente il corso di chiama Giornalismo d’agenzia. Ma non cambia nulla per chi vuole seguire il corso e sostenere l’esame.

#SOPA, What Black the Sites Said

David Weinberger è un intellettuale digitale, insegna ad Harvard e ha scritto di recente Too Big to Know. E’ l’autore di questa critica al progetto di legge SOPA.

The Stop Online Piracy Act (SOPA) is a bad law. It gives too much authority to the government and to powerful industry associations. It is too open to abuse. It would require significant changes in how the Net works. And it is unlikely to accomplish its goals.

But that’s not why it felt oddly good to black out my little site yesterday. The blackness of the thousands of pages that protested the law on January 18 said more than “This site opposes SOPA.” I read two clear messages in the blackness.

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#SOPA e #PIPA: sciopero nero

Oggi 18 gennaio è il giorno dello sciopero contro il SOPA e il PIPA, due proposte di legge in discussione negli Usa in questi giorni che limiterebbero la libertà d’espressione e la circolazione dei contenuti in rete. La mobilitazione globale avviene dalle 14 alle 2 e prevede astensione dalla pubblicazione di contenuti su blog e social network e oscuramento delle pagine personali. Per seguire su Twitter ci sono molti hashtag tra cui #SOPA, #SOPAstrike e #PIPA.

Bignami di Castells

Diversi frequentatori della rete arrivano su questo questo blog cercando “riassunto Comunicazione e potere Castells”. Be’, sull’ultimo numero di Reset abbiamo pubblicato un bignamino che forse può fare al caso loro. Qui inizio e link all’articolo completo.

Nel corso della storia, la pratica e le istituzioni della politica sono dipese in larga misura dai processi di informazione e comunicazione. Il motivo è semplice: le persone prendono decisioni, in tutti gli ambiti della loro vita, in funzione degli stimoli e dei diversi tipi di informazione che arrivano alle loro menti a partire dal loro ambiente comunicativo. E il modus operandi di questo ambiente dipende a sua volta dalla tecnologia e dall’organizzazione del processo della comunicazione.

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Gennaio: presentazioni Avanti popoli!

Piccolo tour per presentare il libro.

BOLOGNAmercoledì 18 gennaio ore 18:00
la Feltrinelli – piazza Ravegnana, 1
Discutono con l’autore:
Giancarlo Bosetti – Direttore Reset
Gianfranco Pasquino – Professore di Scienza Politica, Università di Bologna
Nadia Urbinati – Professore di Teoria Politica, Columbia University – New York

ROMAmartedì 24 gennaio ore 18:00
Libreria Fandango Incontro – via dei Prefetti, 22
Discutono con l’autore:
Francesca Comencini – Regista, sceneggiatrice e scrittrice
Marco Damilano – Giornalista de «L’Espresso»
Miguel Gotor – Professore di Storia moderna, Università degli Studi di Torino e collaboratore del quotidiano «La Repubblica»
Riccardo Staglianò – Giornalista de «La Repubblica»

MILANOgiovedì 26 gennaio ore 18:00
Libreria Popolare – via A. Tadino, 18
Discutono con l’autore:
Roberto Biorcio – Professore di sociologia, Università degli Studi di Milano Bicocca
Giuseppe Civati – Consigliere Regionale PD Lombardia
Dario Di Vico – Giornalista del «Corriere della Sera»

Cosa cambia con l’esplosione di Twitter in Italia

Infine Twitter è divenuto anche in Italia fenomeno di massa. Sull’ultimo numero di Reset (128) una lunga discussione con alcuni tra i twittatori più consapevoli di quel che sta capitando e dei cambiamenti in corso.

Il 2011 sarà ricordato come l’anno in cui l’Italia ha scoperto Twitter, il social network dell’uccellino azzurro. In 140 battute racchiudere un’informazione, ma anche un pensiero o un’opinione, una facezia o una chiamata alla militanza politica. Ecco la sfida che ormai quasi tre milioni di italiani hanno raccolto, numero che raddoppia la cifra stimata sul finire del 2010 e, sebbene ancora lontano dai 21 milioni di Facebook, dice che i twittatori non sono più un’élite. L’arrivo su Twitter di star dello spettacolo (da Fiorello a Jovanotti) e di grandi giornalisti (tutti i direttori dei grandi quotidiani italiani sono presenti e attivi), sta sparigliando le carte ancora una volta nel mondo dell’informazione nostrano. Abbiamo chiamato a ragionare su questo cambiamento un sociologo, un deputato, un’attivista, un giornalista e un esperto di comunicazione politica, ovvero alcuni tra i twittatori italiani che più di altri hanno capito, accettato e valorizzato le regole del nuovo gioco della comunicazione.

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Avanti popoli! sul Riformista

Corrado Ocone ha scritto di Avanti popoli! sul Riformista di domenica 9 gennaio.

Ultimamente si sente spesso l’esortazione, a sinistra, a non illudersi che, con la fine del governo Berlusconi, sia avviato a scomparire anche il “berlusconismo”. Parimenti, si è spesso sentito parlare, negli anni scorsi, di una “anomalia” o “diversità” italiana rispetto al resto dell’Occidente: politica, per la qualità della democrazia; sociale, per i valori diffusi e condivisi; addirittura antropologica, per l’atavico carattere amorale se non addirittura immorale del nostro popolo. Ho sempre creduto che queste due affermazioni forti, indipendentemente dalle intenzioni di chi le profferiva, avessero una loro solo parziale verità, nel senso che andavano circoscritte e precisate.

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#FormattiamoilPDL, disintermediazione dall’alto e dal basso

Al netto di tutto ciò che si dice e si ripete ormai da anni sul rinnovamento della politica nell’epoca dei social network (più partecipazione, più tecnologia, più “basso”) molto di quello che è uscito intorno all’idea di #formattiamoilPDL (su cos’è si veda il post di Giovanni Boccia Artieri) mi sembra ancora girare a vuoto. Certo, da parte di militanti e dirigenti del Popolo delle libertà si sollevano questioni ragionevoli e che altrove sembrerebbero banali (più congressi, più democrazia dal basso, meno Minetti e meno paillettes ecc.). In alcuni c’è anche un entusiasmo autentico e molto desiderio di cambiare.

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