Beppe Grillo e gli immigrati

Beppe Grillo ribadisce quello che aveva già detto nel suo tour della campagna elettorale a proposito dell’enorme questione dell’imigrazione in Italia. Il comico-blogger la vede più o meno come la destra in Italia (dalla Lega a Fini): lo specchietto del “buonismo”, “insegnamogli a lavorarare a casa loro”, lo spettro della xenofobia, “il facciamoli lavorare da noi solo se hanno un lavoro” e via dicendo.
Oggi sul suo blog scrive questo:

Questa è ormai una guerra e i cittadini di Lampedusa reagiranno. Anche perché non abbiamo di fronte la massa dei profughi sub sahariani, ma centinaia di giovani tunisini che vogliono tutto e subito con arroganza, proprio come delinquenti, pronti a mettere a repentaglio la nostra e la loro vita“. Queste sono le parole pronunciate oggi dal sindaco di Lampedusa. Forse dettate dalla gravità della situazione e dall’esasperazione diffusa tra i suoi concittadini. Credo che sia venuta l’ora di affrontare con serietà il problema dell’immigrazione. Non con il buonismo e l’approssimazione scaricando i problemi sulle fasce più deboli della popolazione italiana. I rifugiati politici o con problemi umanitari devono essere accolti. Chiunque altro deve poter rimanere solo se si è in grado di dargli un lavoro e un tetto. Altrimenti si fa solo demagogia e si alimentano le rivolte e la xenofobia.

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