“Trovo ripugnante quella richiesta di arresto dal basso”

Intervista a Daniele Sensi sulla Lega presa da Valigia Blu. Qui sotto doamnda e risposta sulla questione che ponevamo qui.

Sei d’accordo con la richiesta d’arresto lanciata in rete per le sue parole sul killer di Oslo?

Trovo ripugnante quella richiesta di arresto “dal basso”; tuttavia, poiché la considero un’operazione di marketing messa in piedi da una rivista in cerca di facile pubblicità, considerato il tema – ovvero una strage di esseri umani-, non ho intenzione di spendere parole sull’argomento.

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Un pensiero su ““Trovo ripugnante quella richiesta di arresto dal basso”

  1. Penso che sia sempre opportuno distinguere i piani del ragionamento. Concretamente, in questo caso: a) m’indignano e mi offendono, come cittadino, le affermazioni di Borghezio; (al tempo stesso): b) mi inquieta e mi preoccupa l’idea che gli arresti possano essere decisi “a furor di popolo”, ad esempio con una petizione o una raccolta di firme…
    Voglio dire: data per vera la premessa – l’inaccettabilità delle dichiarazioni di Borghezio – non ne consegue in ogni caso che in nome dell’indignazione (legittima) si possano sospendere le regole minime della democrazia per punire “in qualunque modo, con ogni mezzo” colui che ha fatto quelle dichiarazioni.
    Le regole valgono per chiunque e comunque, poiché servono a garantire l’esistenza e la solidità dell’edificio democratico, se davvero a questo teniamo.
    Immaginiamo infatti cosa succederebbe se da domani, sull’onda dell’indignazione, per questo o per altri casi, s’introducesse nel nostro ordinamento una norma o un principio giuridico che concedesse ai cittadini-elettori il potere di decidere con una petizione chi far arrestare dalle forze dell’ordine.
    Non sarebbe un principio inquietante e pericoloso? Si istituirebbe una sorta di linciaggio o pogrom legalizzato, in pratica. Basterebbe che una persona appartenesse alla religione o all’etnia “sbagliata”, o fosse “un tantino” impopolare in questo o quel settore di attività (facendosi quindi molti potenziali nemici), per scatenare in gruppi di cittadini la “tentazione” di farla arrestare, “così impara”. Basterebbe che qualcuno, specie se influente, per suoi oscuri motivi (invidia, risentimento) cominciasse a spargere voci malevole e calunniose su Tizio, magari attraverso la stampa o il Web, per accendere sospetti, paure, indignazioni, e di conseguenza dare l’avvio a “petizioni popolari di arresto”.
    Ci rendiamo conto? E’ davvero questa la democrazia che vorremmo? ci darebbe un Paese migliore?
    Personalmente ne dubito.

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