Storify, siamo tutti giornalisti

Siete “non giornalisti” e volete esercitarvi nella selezione, nel filtro delle informazioni che provengono dalla rete? Ecco Storify, giochetto-esperimento da due milioni di dollari che offre la possibilità di integrare news sparse, nei vari social network e non solo, in flussi più omogenei e tematicamente coerenti.

Qui una descrizione completa.
Qui 10 suggerimenti per i giornalisti che vogliono usare Storify.

Ludwig Wittgenstein 122 anni fa

Oggi Ludwig Wittgenstein, uno dei 3/4 filosofi più importanti del XX secolo, avrebbe compiuto 122 anni. Io un paio di vite fa ci avevo scritto una pagina su quella bella palestra di filosofia e di web che fu lo Swif.

Come accade che noi parliamo del mondo, che le nostre parole si agganciano al mondo? Questa domanda è il nucleo dell’intero percorso wittgensteiniano. Domanda che poi non è semplicemente il problema di Wittgenstein, quanto piuttosto una delle questioni caratterizzanti l’intera storia della filosofia (“pensare ed essere sono lo stesso” scriveva già Parmenide). Wittgenstein, dal Tractatus fino ai suoi ultimi scritti, non fa altro che interrogarsi, a suo modo, intorno alla questione antichissima e fondamentale del rapporto tra linguaggio, pensiero e mondo. In sintesi cercherò di mostrare come.

La pagina completa di biografia e qualche mia riflessione.

Martha Nussbaum parla con me

Ho intervistato la filosofa americana Martha Nussbaum per Nova24. L’articolo è uscito giovedì 14 aprile.

Se la scuola va in crisi, la democrazia muore. Con Non per profitto (il Mulino, prefazione di Tullio De Mauro) Martha Nussbaum lancia un il grido di allarme per salvare la scuola e le università dalla loro trasformazione in laboratori per la produzione e il consumo. Le cause di questo pericoloso cambiamento? Eliminare lo studio di Shakespeare e Raffaello, di Platone e del Risorgimento, ovvero i saperi umanistici dai curricula scolastici e universitari, spiega la filosofa Usa.
Detto così quello contenuto nell’ultimo libro della Nussbaum sembrerebbe un appello passatista contro l’innovazione. E invece, a leggere questo Manifesto per una scuola democratica, bisogna ricredersi tanto è pieno di pathos, ma anche di buon senso e di civismo.

L’articolo prosegue qui

Sul populismo in Europa

Un articolo che inquadra (o meglio, prova a inquadrare) il fenomeno del populismo (o meglio, dei vari generi di neopopulismo) dopo il successo dei “veri finlandesi” alle elezioni che si sono svolte pochi giorni fa nel paese scandinavo. Cosa hanno a che fare la Lega dei Ticinesi, Marine Le Pen, Geert Wilders in Olanda, i neofascisti ungheresi? E perché vincono tutti?.
Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della sera.

Libertà di Internet nel mondo

Le tabelle vanno prese sempre con le pinze, valutare il livello di libertà di un paese non è mai cosa facile. Premesso ciò, fa abbastanza impressione questo grafico pubblicato dall’Economist e segnalato da Luca De Biase. Per parlare di noi, la penetrazione di internet in Italia assomiglia a quella della Malesia e del Baharein, un po’ meglio del Brasile e dell’Arabia Saudita (attorno al 40%) ma questi paesi (sì, anche Riad) ci staccano sulla percentuale di libertà.

Peter Gomez: il web e la distrazione di massa

Il racconto del primo incontro a Torino per Biennale Democrazia.

La rete non si presta ad essere utilizzata come mezzo di distrazione di massa. Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it , ne è convinto. “Non credo alla disinformazione perpetuata tramite internet: capita che sul web circolino delle bufale, ma vengono scoperte nel giro di poco tempo”. L’ex inchiestista de L’Espresso, dopo 25 anni di “giornalismo tradizionale”, da quasi un anno si dedica a tempo pieno al giornalismo- web. Durante l’incontro alla Sala Rossa del Circolo dei Lettori, moderato da Alessandro Lanni, Gomez ha descritto la tecnica più utilizzata per disinformare, soprattutto dai telegiornali: parlare d’altro.

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Bauman se la prende(va) coi blogger già nel 2007

Dopo l’intervento a Libri come, la posizione di Zygmunt Bauman su Facebook e social network ha fatto molto discutere in rete (per esempio, qui). Incollo un mio articolo/intervista fatto per Nova24 qualche anno fa, dove il sociologo polacco già criticava pesantemente la rete e i blog.

Internet come fuga dalla realtà

Alessandro Lanni

«Internet? È una potente via di fuga dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita reale». In una battuta secca Zygmunt Bauman sistema la rivoluzione tecnologica della rete globale. La gentilezza e l’aplomb ormai anglosassone del sociologo polacco non nascondono una certa insoddisfazione nei confronti del fenomeno internet. E l’intervista sui temi caldi della rete con uno dei più importanti scienziati sociali in circolazione non inizia nel migliore dei modi. Bauman non solo non è entusiasta della network society (cit. Manuel Castells) ma vede nella rete solo «un’opportunità per trovare una compensazione delle sconfitte e delle umiliazioni causate dalla vita o che si teme essa possa provocare». Altro che nuova frontiera della comunicazione, della creatività o addirittura della democrazia, il web sarebbe un sedativo per le coscienze di individui in difficoltà nelle società contemporanee. Continua a leggere “Bauman se la prende(va) coi blogger già nel 2007”