Programma definitivo Giornalismo politico 2011

Populismo e “disintermediazione” nella politica e nell’informazione (6cfu)

Sps-11

Prof. Alessandro Lanni

PRESENTAZIONE

Il corso prende in esame varie forme di disintermediazione nella politica e nell’informazione e gli effetti che esse hanno sulla democrazia e il sistema politico-culturale italiano. Vecchi e nuovi populismi, il leader carismatico, la crisi dei partiti e della rappresentanza.

PROGRAMMA PER SOSTENERE L’ESAME (punti 1, 2 e 3)

1. Dispense disponibili al Centro copie Mirafiori (presso la facoltà di Lettere) con i seguenti testi:

  • Calise Mauro, Alessandro Campi e Renato Mannheimer, “L’estremismo della personalizzazione” in Reset 123
  • Diamanti Ilvo, “Populismo: una definizione indefinita per eccesso di definizioni” in Italianieuropei 4/2010
  • Ferrigolo Alberto, “Meno copie, ma comincia il ciclo digitale” in Reset 122
  • Fishkin James, “Una nazione in una stanza” in Caffeeuropa (http://www.caffeeuropa.it/pensareeuropa/310fishkin.html)
  • Habermas Jürgen, “Media, mercati e consumatori” in Il ruolo dell’intellettuale e la causa dell’Europa, Laterza, 2011

2. Lanni Alessandro, Avanti popoli!, Marsilio, 2011

3. Un volume a scelta tra i seguenti:

  • Calise Mauro, Il partito personale (nuova edizione), Laterza, 2010
  • Maistrello Sergio, Giornalismo e nuovi media, Apogeo, 2010
  • Many Yves e Yves Surel, Populismo e democrazia, il Mulino, 2004 (solo Introduzione e Capitoli 1, 2, 3)
  • Sunstein Cass, Republic.com, il Mulino, 2003 (oppure Republic.com 2.0, 2007 – in inglese)

Per gli studenti NON FREQUENTANTI

Gli studenti non frequentanti per sostenere l’esame di Giornalismo Politico dovranno portare lo stesso programma degli studenti che hanno frequentato il corso e AGGIUNGERE:

Un libro a scelta dalla lista oltre quello previsto nel programma per frequentanti (Totale: dispense+3 libri).

Se un primo giornale diventa un secondo giornale

Un aspetto marginale ma significativo della trasformazione della dieta informativa quotidiana degli italiani è il fatto che quello che fino all’altro ieri era un “primo giornale” (ossia un giornale che nella stragrande dei casi è l’unico giornale acquistato) si sta trasformando in un “secondo giornale” per lo stile e l’approccio alle notizie. Senza che questo sia causato da un calo dei lettori (anzi) né dalla scelta dei 200mila lettori di comprare anche un primo giornale a sostituirlo.

Non che sia troppo diverso dal passato recente, epperò in situazioni straordinarie come quelle che stiamo vivendo in questi giorni la cosa si nota di più.

Sto parlando di questo giornale qui.

Internet cattiva maestra

Nicholas Carr mi dice – in questa chiacchierata pubblicata su Nova24 del Sole 24 ore – che l’iPad non va bene per i miei figli. E mentre mi parla così e lo giustifica in molti modi, penso a come noi, bambini rimbambiti dalla tv, ci fossimo salvati decine di anni fa.

Pensavo di comprare finalmente un iPad, soprattutto per i miei figli. Giro la questione a Nicholas Carr? «Certo! Se sei interessato a far felice tuo figlio allora un iPad è un gran bel regalo». Beh, immagino li possa stimolare, rendere creativi. Non è così? «In realtà credo sia un pericolo. I bambini devono imparare a stare concentrati più a lungo possibile, soli con i loro pensieri».