Si fa presto a dire burqa

Intorno alla discussione sul divieto del velo integrale negli spazi pubblici segnalo questo.

Di veli ce ne sono molti a seconda delle latitudini (niqab, burqa, hijab, chador ecc.) e molte sono le ragioni per le quali le donne li indossano. È semplicistico e sciocco affermare che sia solo simbolo della sottomissione femminile oppure esclusivamente simbolo religioso. È in alcuni casi certamente questo, altre volte altro, e dipende dai singoli individui, da ragioni a volte anche imperscrutabili, fatte di vincoli culturali, psicologici o chissà cos’altro. Capita che anche nello stesso paese il velo significa per alcune donne una moda e per altre un’abitudine, per altre ancora sottomissione oppure affermazione di un’identità contro l’invasione culturale dell’Occidente.

Il citizen journalism: perché cambia tutto

«Sfumature, punti di vista, sensibilità». Eccolo il valore aggiunto ai siti tradizionali dai contenuti prodotti dagli utenti di internet. Sergio Maistrello indica il bonus che la rivoluzione dei prosumer – consumatori e produttori al tempo stesso – ha aggiunto al giornalismo tradizionale.
Come aveva già evidenziato nel precedente La parte abitata della rete, il giornalista e docente di nuovi media all’università di Trieste mostra in Giornalismo e nuovi media – appena uscito per Apogeo – la dote rara del divulgatore, riuscendo a illuminare in maniera semplice e piana un universo in continua evoluzione ed espansione come quello della rete e dell’informazione che ci viaggia sopra.

Sergio Maistrello spiega come il citizen journalism sta cambiando il panorama dell’informazione.

Medicine logiche per la discussione pubblica

Il cancro sarà sconfitto in tre anni, il Parlamento è «inutile e pletorico», i comunisti prenderanno il potere ecc. Nel 2010, in Italia, affermazioni come queste sono la norma e ormai non smuovono neanche un sopracciglio. La verità ha perso peso nella sfera pubblica, la responsabilità di fronte a quel che si dice e si scrive si è persa per strada. Si può spararla grossa, grossissima, ma nessun rinculo degno di nota si manifesterà nell’opinione pubblica o di quel che ne resta. Nell’epoca della manipolazione mediatica, la retorica ha avuto la meglio sulla logica e sulla verità e ora riavvolgere il nastro per farlo ripartire con un’altra canzone è molto complicato.

Recensione uscita su Reset 118 e ora su Caffe’ Europa del libro di Franca D’Agostini sulle malattie del discorso pubblico in Italia.