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Aggiornamenti
Per ora questo blog viene aggiornato meno di quest’altro.
I miei articoli su Europa qui.
Popolo del web? E’ un problema di “sussunzione”
Prendiamola alla larga. Il problema del “popolo del web” è il problema della “sussunzione”, brutta parola per dire “tutti gli individui/cose/ecc. che rientrano sotto un concetto”. Poi, certo, ci sono le cattive abitudini dei giornalisti, l’ignoranza della rete e delle sue dinamiche e via dicendo. Ma al fondo, è un problema di sussunzione, ovvero del rapporto tra singoli e universale.
Un nuovo post sul blog di Reset. (Kantianamente parlando).
Un nuovo blog. Su Reset
Nei mesi scorsi è uscito l’ultimo numero (il 129) della versione cartacea di Reset, la rivista per cui lavoro in vari modi (ho iniziato facendo l’impaginazione con Quark Xpress) da 13 anni. Ora Reset c’è solo nella versione on line inaugurata oggi con un bel dossier filosofico e altri articoli e interviste che vi consiglio.
Da oggi la rivista fondata da Norberto Bobbio e Vittorio Foa ha anche una raccolta di blog di vario genere. Io, con sommo sforzo di fantasia, ho partorito oggi il mio AVANTI POPOLI!
Il primo post l’ho dedicato alla “giravolta” di Michele Serra sul “popolo del web”.
Ogni tanto scriverò là e ogni tanto qua.
Nobama! Chi sono i Tea Party
Dopo l’esplosione post-Obama e il successo decisivo che ha condizionato l’esito delle elezioni di Mid-Term nel 2010, i Tea Party stanno cercando di capire come posizionarsi nella volata che si concluderà con le presidenziali del prossimo autunno ma che avrà uno step decisivo nella candidatura repubblicana che dovrà uscire dalle primarie.
Romney, Santorum, Gingritch? Chi rappresenta al meglio l’anima molteplice, conservatrice e libertaria, xenofoba e ultraliberista della galassia dei Tea Party? In questi giorni è uscito il libro Tea Party di Giovanni Borgognone e Martino Mazzonis, solida ricognizione di un movimento del quale ancora non si è compresa fino in fondo la natura.
Del libro ne ho scritto qui.
Il 13 marzo la presentazione del volume al Centro Studi Americani di via Caetani a Roma è stata un’ottima occasione per capirci qualcosa. Qui il podcast audio.
Bignami di Castells
Diversi frequentatori della rete arrivano su questo questo blog cercando “riassunto Comunicazione e potere Castells”. Be’, sull’ultimo numero di Reset abbiamo pubblicato un bignamino che forse può fare al caso loro. Qui inizio e link all’articolo completo.
Nel corso della storia, la pratica e le istituzioni della politica sono dipese in larga misura dai processi di informazione e comunicazione. Il motivo è semplice: le persone prendono decisioni, in tutti gli ambiti della loro vita, in funzione degli stimoli e dei diversi tipi di informazione che arrivano alle loro menti a partire dal loro ambiente comunicativo. E il modus operandi di questo ambiente dipende a sua volta dalla tecnologia e dall’organizzazione del processo della comunicazione.
Cosa cambia con l’esplosione di Twitter in Italia
Infine Twitter è divenuto anche in Italia fenomeno di massa. Sull’ultimo numero di Reset (128) una lunga discussione con alcuni tra i twittatori più consapevoli di quel che sta capitando e dei cambiamenti in corso.
Il 2011 sarà ricordato come l’anno in cui l’Italia ha scoperto Twitter, il social network dell’uccellino azzurro. In 140 battute racchiudere un’informazione, ma anche un pensiero o un’opinione, una facezia o una chiamata alla militanza politica. Ecco la sfida che ormai quasi tre milioni di italiani hanno raccolto, numero che raddoppia la cifra stimata sul finire del 2010 e, sebbene ancora lontano dai 21 milioni di Facebook, dice che i twittatori non sono più un’élite. L’arrivo su Twitter di star dello spettacolo (da Fiorello a Jovanotti) e di grandi giornalisti (tutti i direttori dei grandi quotidiani italiani sono presenti e attivi), sta sparigliando le carte ancora una volta nel mondo dell’informazione nostrano. Abbiamo chiamato a ragionare su questo cambiamento un sociologo, un deputato, un’attivista, un giornalista e un esperto di comunicazione politica, ovvero alcuni tra i twittatori italiani che più di altri hanno capito, accettato e valorizzato le regole del nuovo gioco della comunicazione.
Dopo la lettera di Napolitano a Reset, il Pd si divide
Europa ma anche molta Italia nella lettera che Giorgio Napolitano ha inviato a Reset (ripresa da «Repubblica» il 29 dicembre) e che chiama in causa il passato del riformismo italiano e soprattutto le scelte per il futuro prossimo. Il presidente, con una storia da migliorista ma pur sempre nel Pci, indica una strada nel recupero della cultura liberale italiana e nel pensiero di Luigi Einaudi. Come è stato ricevuto l’invito di Napolitano dalla sua parte? L’abbiamo chiesto a due esponenti autorevoli, che rappresentano anime diverse nel Pd: Enrico Morando e Laura Pennacchi.
Un gran Bucchi per la copertina di Reset 127
Il referendum e la legge elettorale visti da Bucchi
Il tramonto del partito-padre
La fine di un rapporto verticale tra partito ed elettori. Con le amministrative e i referendum, inizia a declinare un’idea di relazione tra la politica e i cittadini. Non più facilitatori, interpreti della società e del mondo, i partiti devono reinventarsi un ruolo a partire da questa perdita di centralità. Su questi e altri temi, per l’ultimo Reset ho fatto una lunga lunga intervista allo psicanalista Massimo Recalcati. Il link qui sotto per proseguire.


