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Avanti popoli! su Repubblica

Miguel Gotor scrive di Avanti popoli! su Repubblica.

La parola chiave che spiega l’interconnessione fra i due populismi è il concetto di disintermediazione applicato alla politica: oggi le nuove tecnologie web 2.0 permettono agli utenti di compiere alcune funzioni che prima richiedevano la mediazione (e il lavoro) di altri soggetti. (…) Allo stesso modo, se prima si aveva bisogno di un partito o di un’associazione per fare politica, oggi è possibile servirsi anche dei blog e dei social network, delle piazze virtuali e di quelle reali, per aggirare le modalità organizzative tradizionali.

L’articolo completo qui.

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  1. 17 novembre 2011 alle 23:20 | #1

    Ho letto la recensione stasera su Repubblica e credo che acquisterò il tuo libro

    • alessandrolanni
      17 novembre 2011 alle 23:24 | #2

      Be’, grazie!

      • 17 novembre 2011 alle 23:25 | #3

        Nell’articolo pero’ si parla di una versione digitale con consultazione permanente. Dov’è?

  2. alessandrolanni
    20 novembre 2011 alle 13:37 | #4

    L’autore dell’articolo scrive: “l’idea di una consultazione permanente dell’opinione pubblica” non del libro.
    Non credo esista una versione digitale consultabile, a meno di non comprare l’ebook.

  3. marco
    7 dicembre 2011 alle 02:15 | #5

    a proposito di …

    http://www.yuswohady.com/wp-content/uploads/2011/01/The-Political-Power-of-Social-Media-Clay-Sirky-Foreign-Affairs.pdf

    se già non noto

    è tenuta in considerazione l’importanza del medio lungo periodo per sviluppare mutamento; alcuni concetti poi mi paion chiave come la shared awareness e il conservative dilemma (quest’ultimo, quanto vero e quanto utile nella nostra italietta!!)

    Su Grillo che dire: personalmente trovo il suo modo di argomentare semplicistico. In realtà penso che abbia ragione su molti temi, anche se effettivamente il suo modo di affrontarli resta a uno stadio movimentizio. Poco male se poi non pretendesse di parlare al contempo anche un linguaggio istituzionale: il populismo è in questo “doppio passo” a mio parere, se si muovesse in uno solo dei suoi ambiti (adattando il linguaggio al contesto … la satira dentro al parlamento non si può usare … oltretutto rischierebbe di essere a buon diritto “senza fine”) non avrei nulla da ridire

    Comunque tiene (a modo suo) desta l’attenzione anche di persone semplici su temi che altrimenti non verrebbero sollevati
    Quel tono eternamente scandalistico che circonda il parlare di Grillo credo sia legato anche al fatto che molti dei suoi uditori non hanno un livello culturale particolare (anche se magari hanno una sensibilità maggiore di tanta gente che va appresso ai partiti “classici”). Grillo questo lo sa e adatta credo il linguaggio e la carica di semplificazione e metafora. Qui c’è un altro elemento di populismo: la vicinanza tra Grillo e il suo uditorio in gran parte è apparente … Grillo è molto più raffinato di quel che sembra
    Però ripeto, non so quanto il suo fine sia negativo: è lo strumento che suona senz’altro ambiguo a chi ha qualche capacità di decodifica del reale in più

    Sui partiti:
    partitocrazie e caste ci sono, inutile negarlo
    Se il web divenisse gradualmente uno strumento aggiuntivo per intaccarle, bene
    In attesa di quel momento i partiti e certa ingegneria costituzional/parlamentare servono – turandosi molto il naso – ad evitare l’esplosione di fenomeni troppo rapidi, incoscienti ed incontrollati. Violenze, autarchie, provincialismi, derive parademocratiche

    D’altronde un tot di queste cose che, paventate, si vorrebbero evitare GRAZIE ai partiti … sono a loro volta riprodotte (per ora ci si augura: in minor misura) dai partiti e dalla partitocrazia stessa (a mio parere contraddicendo la sicumera di, pur onesti e specchiati, liberali quali Sartori). Unite anzi generate dagli “obblighi” immobilisti ordinati dalle mafie, che “devon” tenere certi birilli fermi per autogarantirsi ma anche per non mandare realmente in default parti consistenti dell’economia italiana (che alle mafie s’è legata con le manette nei decenni)
    Sulle mafie leggersi un po’ di Travaglio e Tranfaglia può essere istruttivo. Saviano andrebbe ritenuto un companatico

    Quindi qui a mio parere c’è un loop di fronte al quale i partiti non han vaccino né per sé né per la popolazione che dovrebbero rappresentare …

    e qui si torna (fortunatamente) al web: se poi il web necessiti nell’Italietta di 10 anni o di 20 per mutar di segno certe problematiche strutturali è ancora da capire. Di certo – eureka! – il web sta velocizzando parecchio certi processi cognitivi e sociali connessi all’attivismo e proprio il conservative dilemma dovrebbe tendenzialmente impedire strutturali azioni di repressione verso l’attivismo digitale (altro eureka!), almeno se non si sfocia apertamente nel regime autoritario (sogni manco troppo notturni di corti e coorti berlusconiane e dei loro precedenti o anche contemporanei P2-3-4 etc…).
    In questo senso il web sembra essere strutturalmente un gutta cavat: forse si può rallentarne l’effetto di creazione di una più forte e civile sfera pubblica, ma non si può probabilmente arrestarne o invertirne (eureka anche qui) l’azione sociale di fondo

    Certo i criteri per intravedere e creare piattaforme di discussione pubbliche non banalizzanti sono di là da venire. Ma le info circolano e microgruppi iniziano a promuovere analisi su scala local e poi glocal. E’ embrionale, ma non è nulla

    Se comunque su partiti e partitocrazia dovessi sintetizzare con una cattiveria direi:

    …non voglio esautorarli … lo fanno già bene da soli

    a occhio e croce … il web potrebbe contribuire (lento pede?) a fare il resto

    p.s. anche Gladwell dà spunti interessanti

    grazie per lo spunto

    M

    • alessandrolanni
      7 dicembre 2011 alle 11:44 | #6

      Grazie ancora per le sue osservazioni interessanti, molte delle quali condivisibili.
      (Un appunto: i “grillini” non sono affatto gente semplice. Le indagini fatte – a una faccio riferimento nel libro – dicono che sono perlopiù borghesia istruita e colta).

  4. marco
    7 dicembre 2011 alle 16:57 | #7

    La ringrazio per l’appunto. Se avrò modo approfondirò sul suo libro perché l’attivismo è un tema che mi interessa e in specie mi interessa capire quel “che non ingrana”, le carenze momentanee (o invece poco modificabili) di attivismi, cittadinanze che facciano (comprensibilmente e giustamente) perno sul web.

    Sull’appunto, la “sezione” sociologica dei “grillini”, grazie anche perché permette di fare due cose.

    La prima è quella effettivamente mia personale di raddrizzare i dati di base che sorreggono un’analisi. E forse anche un’occasione per conoscere meglio “i grillini” che conosco (o ho pensato di conoscere) prevalentemente attraverso la mediazione dei j’accuse mediatici di Grillo

    la seconda è una riflessione terminologica e poi sociologica al contempo: quel che di primo acchitto mi viene in mente è che forse classe e ceto alto (il ceto – lo ripeto per il lettore – inquadra aspetti più culturali, livello d’istruzione, scelte di consumi, aspetti “qualitativi”) non permettono di per sé un pensiero sufficientemente complesso.

    E il fulcro di questa riflessione è su quell’avverbio, quel “sufficientemente”

    E’ chiaro che per interessarsi ai temi di Grillo – sono issue per molti versi all’avanguardia le sue, per modalità e metodi – è necessaria sensibilità culturale (e forse anche quella non necessità di un voto economicamente interessato o propriamente “clientelare”) che può essere più facilmente reperito nella borghesia o (cosa non per forza demograficamente coincidente) nei ceti istruiti e aperti mentalmente alla progettazione sociale e non solo a quella strettamente individuale (o interessati a conciliare le due aspirazioni)

    Il punto è che in una società complessa (che per molti versi è globale per giunta, quindi non recintabile nel territorio nazionale che culturalmente l’individuo conosce meglio) non bastano tre lauree per capire i problemi (figuriamoci per risolverli)

    E’ davanti a questo specifico (ed estremamente alto) livello di complessità che Grillo risulta semplicistico e quindi l’elemento più certo che resta in piedi della sua azione è quello mobilitativo e di sensibilizzazione e non quello programmatico. Che, forse, al di là delle dichiarazioni ufficiali di questo movimento si vuole mantenere volutamente allo stato di “incompiuto” (sarebbe tra le cose più sagge, mi sa…)

    Detto altrimenti quando dico che il suo uditorio è “semplice”, non sto usando come parametro di confronto l’uditorio del pd (figuriamoci di quello di buona parte del pdl e della lega). Il metro di confronto non è un’altra persona fisica o un gruppo sociale. Il metro di paragone è quel pensiero sufficientemente complesso da non banalizzare troppo alcune problematiche micro e macro sociali all’interno di una società complessa.

    Lei allora dirà (e giustamente) che buona parte della popolazione è trasversalmente “semplice” davanti alla complessità sociale: indubbiamente è così, non deve neanche scandalizzare troppo. Non è che siamo stupidi, è che il mondo è molto molto complesso. E’ un metro cioè estremamente intransigente ed entro certi limiti non aggirabile

    Quali sono i limiti che lo rendono non aggirabile? Il momento in cui ci si sposta dall’attivismo alla programmazione sociopolitica (così come credo evidenzi lei nel libro)

    Cioè: cosa fa sembrare “semplice” (in caso farò mea culpa ma per adesso questa è un’impressione che ho) l’uditorio di Grillo ?
    Il fatto che pretende di cambiare radicalmente le cose.
    Gli altri manco ci pensano (se non Berlusconi un po’ in peggio direi, ma senza modalità partecipate e anzi in modo molto più tristemente efficiente e decisionista)

    p.s.
    spiritualmente e con ottimismo della volontà poi posso stare con i grillini, però, ripeto, la ragione mi mette in guardia. E poi indubbiamente trovo triste avere un capo-popolo istrionico in cima a questo movimento: concordo con lei che è strutturalmente antitetico rispetto agli obiettivi di progresso (anche culturale credo) che il movimento si prefigge

    Un saluto
    Marco

  5. marco
    21 dicembre 2011 alle 22:05 | #8

    a proposito di …

    http://www.youtube.com/watch?v=sNV8V9-O6V8
    :-)
    Grazie ancora per gli stimoli
    Marco

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