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Appello dicembre
Il 16 dicembre, ore 10, si svolgerà l’esame (appello per laureandi) con il programma 2008/9 (corso tenuto dal prof. Bosetti). Da gennaio, si potrà portare il programma del corso 2009/10 (prof. Lanni).
L’appuntamento è al terzo piano, poi si cercherà l’aula disponibile.
Giovedì niente lezione
Giovedì 3 dicembre niente lezione.
Le lezioni di Giornalismo politico riprendono regolarmente il giorno successivo, venerdì 4 dicembre.
Approfondire Castells
Castells su Nova24
Oggi, su Nova24 – inserto del Sole 24 Ore – intervista a Manuel Castells sui temi del libro Comunicazione e potere. Da leggere.
Elenco testi dispense
Le dispense (da aggiungere al resto del programma) per il corso di Giornalismo politico di quest’anno sono disponibili al Centro copie Mirafiori della facoltà di Lettere (dietro l’aula a vetri).
Contengono:
Giorgio Grossi, L’opinione pubblica, Laterza, 2004 – capitoli 1 e 2 (pagg. 3/44)
Chris Anderson, La coda lunga, Codice, 2007 – introduzione e capitolo 1 (pagg. XV/15)
James Fishkin, «Una nazione in una stanza» http://caffeeuropa.it/pensareeuropa/310fishkin.html
David Talbot, «How Obama Really Did It» in The best technology writing 2009, ed. Steven Johnson (pagg. 44/55)
Vi riconoscete?
Quali social network usano gli universitari (secondo la personale statistica di Mantellini).
Rapporto Censis
La sintesi del rapporto del Censis sullo stato della comunicazione in Italia. Qui.
Twitter per giornalisti
Qualche slide qui per iniziare a capire in che modo Twitter può essere utile per i giornalisti e in quale modo lo possono usare.
(PP un po’ criptico, magari lo si guarda a lezione).
Incontro con Internazionale
Giornalismo politico
Alessandro Lanni
Il 20 novembre alle 17 in Aula a vetri
Storia di una rivista che ha vinto la sfida dell’edicola
Incontro con
Jacopo Zanchini
vicedirettore di Internazionale
Republic.com 2.0
Di Republic.com di Cass Sunstein (testo tra quelli a scelta nel programma di Giornalismo politico 2009/10) è disponibile anche la versione aggiornata, nella quale si ragiona su quanto blog e reti sociali cambiano lo scenario di rischio per la democrazia prospettato nella prima edizione del libro.
Tutti coloro che scegliessero la nuova release farebbero buona cosa.
