Terzo appello

4 febbraio 2010

Da oggi, è possibile iscriversi su Infostud anche al terzo appello della sessione invernale (24 febbraio).


Ebook e dintorni

1 febbraio 2010

C’è un cambiamento epocale, in corso, in cui il libro smette di essere un ‘prodotto’ e inizia ad essere un ’servizio’. Con un kindle e un iPhone puoi accedere ai libri che hai comprato praticamente sempre. Se anche hai lasciato a casa il Kindle, accendi l’iPhone e continui a leggere il tuo ebook da dove ti eri fermato. Appunto, un servizio cui accedere. Niente più ‘ora-come-faccio-ho-lasciato-il-libro-a-casa-e-il-bus-è-in-ritardo’. Per un lettore avido come me, questo è impagabile.
E gli scrittori diventano sempre più fornitori di servizi. Sempre più utili, sempre più importanti.
Ma anche gli editori avranno un posto fondamentale, perché se l’offerta diventa virtualmente infinita, un marchio che ti dice ‘questa offerta è di qualità’ serve.

Intervista a Francesco Dimitri, giovane scrittore e non solo, su ebook, scrittura, ipertesti, giochi e altro. (sull’altro blog)


Questione iscrizione sul foglio

29 gennaio 2010

Una studentessa mi scrive:

Professore, ma se chi si è segnato sul foglio non si prenota anche su infostud non può stampare la ricevuta di prenotazione, che poi lei deve firmare, e che deve essere consegnata in segreteria per laurearsi! Che si fa?

Chi si è iscritto sul foglio effettuerà normalmente l’esame e riceverà la ricevuta, che verrà compilata a mano. In seguito, inserirò io i voti su Infostud.


Iscrizione su Infostud

27 gennaio 2010

Da oggi è disponibile l’iscrizione all’esame di Giornalismo politico attraverso la pagina infostud.

Coloro che si sono iscritti sul foglio affisso NON devono iscriversi di nuovo. Grazie.


Del buon giornalismo

19 gennaio 2010

Il secondo morto italiano del terremoto di Haiti è protagonista di una storia incredibile ed esemplare. Un giornale prestigioso come la Nazione qualche giorno fa pubblicava il racconto del protagonista (allora già morto) e di come ce l’avesse fatta a salvarsi dal crollo dell’albergo nel quale si trovava.

La Nazione, cronaca di Firenze, 14 gennaio. C’è anche il pezzo, con tanto di virgolettato. Il corpo di Guido Galli è stato ritrovato sepolto dalle macerie dell’hotel in cui alloggiava. Difficile che abbia avuto tempo e modo di rilasciare interviste, prima di morire.

Quando si dice verificare le informazioni. (Dal blog di Francesco Costa).


Esami invernali

8 gennaio 2010

Gli esami si svolgeranno nelle seguenti date:

  • 2 febbraio, ore 10,  Aula E – dipartimento di studi orientali
  • 10 febbraio, ore 10,  Aula E – dipartimento di studi orientali
  • 24 febbraio, ore 10,  Aula E – dipartimento di studi orientali

La prenotazione sarà possibile da lunedì 11 attraverso foglio esposto al terzo piano. Per la prenotazione con Infostud rimando a quando la presidenza mi fornirà l’accesso. AGGIORNAMENTO leggere qui.

Il programma definitivo (per FREQUENTANTI e NON FREQUENTATI) è qui.


Scusate il ritardo

4 gennaio 2010

AGGIORNAMENTO per l’iscrizione leggere qui.

Per ragioni indipendenti dalla mia volontà, ancora non mi è possibile definire le date per gli appelli di gennaio e febbraio.

Appena possibile le comunicherò.

Scusate il ritardo.


Come un bambino

16 dicembre 2009

Per una tesi ci vogliono almeno 9 mesi. Sapevatelo.

Auspicabilmente, anche come un bambino d’elefante.


Sunstein su Nova24

10 dicembre 2009

Oggi su NOVA24, inserto del Sole24Ore, ho scritto quest’articolo su Cass Sunstein e rumors.

Cass Sunstein ha da tempo il pallino di internet, soprattutto dei danni che la rete potrebbe provocare alla democrazia. Nel 2001, in Republic.com metteva in guardia di fronte ai rischi che corrono sfera e opinione pubblica se i cittadini abbandonano i giornali a vantaggio di una dieta personalizzata  di notizie fatte di bit. Ora, in un libretto uscito in questi giorni negli Usa, Sunstein prende in considerazione un altro cyber-pericolo.
«Le dicerie – scrive  il giurista di Chicago – sono antiche quasi quanto la storia umana, ma con l’avvento di internet sono divenute anche ubique». Inventare falsità non si deve alla rete, certo, ma è grazie a essa che una calunnia può fare il giro del mondo.

On Rumors (Macmillan Publishers) è una fenomenologia tascabile che intende rispondere a due domande fondamentali: perché crediamo alle dicerie? come possiamo proteggerci da falsità che girano intorno al nostro conto?
La rete ha la forma di un immenso passaparola. Blog e social network possono essere propagatori istantanei e globali di maldicenze. Di link in link, di like in like, il ruscello diviene fiume inarrestabile. Pecora dopo pecora, il gregge si allarga fino a inglobare anche coloro, nota Sunstein, che dovrebbero avere strumenti critici per smontare una flasità. In fondo: se lo crede così tanta gente, possibile che questa voce non abbia un fondo di verità?

Colpa del web, dunque, se le malelingue trovano terreno fertile nell’opinione pubblica. Con l’abbattimento delle barriere e dei filtri, internet ha esposto gli individui al pericolo della diffamazione e alla difficoltà a contraddirla.
«Uno dei grandi rischi dell’era dei blogger e di YouTube – scrive Sunstein – è che le nostre affermazioni e azioni possono non solo essere archiviate per sempre ma anche controllate così da vicino che ognuna di esse può essere estrapolata dal contesto e scelta per rappresentare qualcosa di generale, magari di oscuro e allarmante».

“Obama amico dei terroristi”, “Obama musulmano” o ancora “Obama non americano”. Voci messe in giro ad arte e che con difficoltà sono state smontate dall’entourage del presidente nei mesi scorsi. Per ripulire la candidatura dalle scorie, gli spin doctor del futuro presidente hanno messo in piedi anche Fight the Smears, un sito per rispondere colpo su colpo alle calunnie.
Le dicerie si diffondono come un virus, e la medicina, nel mondo perfetto, dovrebbe essere la libertà d’espressione. Immettiamo la pseudo-notizia e la sua confutazione nel mercato delle news e alla fine il bene e il vero trionferanno. Sarebbe bello ma purtroppo, prosegue Sunstein, le cose non vanno così. Spesso le persone s’informano in un modo viziato (biased) e allora è difficile farle ricredere.

Una soluzione è possibile, ma certo non piacerà a molti. La rete ha trasformato il mercato delle informazioni ed è giunto il momento di prenderne atto e di correre ai ripari. Senza auspicare la censura, spiega Sunstein, ma introducendo alcuni meccanismi di «raffreddamento» (chilling) che possano combattere la propagazione virale delle dicerie. Per esempio, cancellando tutte le voci che sono dimostrate false.

Raffreddare non vuol dire censurare, certo. Però. Ogni mercato ha bisogno di standard e di regole di base; nessun mercato funziona in assoluta libertà. E se Obama poche settimane fa sollevava dei dubbi sulla capacità dei blog di sostituire i giornali, l’“Obama di Obama” (soprannome inventato dal Post) chiude il suo pamphlet sul gossip e sui modi per sconfiggerlo con una riflessione coraggiosa (azzardata?): «non è scontato che l’attuale sistema di regolamentazione per la libertà di parola sia quello che vorremmo o dovremmo scegliere per l’era di internet».


Piazze web e democrazia

10 dicembre 2009

Nell’articolo di Giancarlo Bosetti su Repubblica di oggi, coloro che hanno frequentato il corso dovrebbero trovare una certa aria di famiglia con le cose dette a lezione.